Se allattare lede la sensibilità altrui

Perchè allattare in pubblico non è decoroso?

Poco tempo fa una ragazza che stava allattando il suo bambino in un ateneo italiano è stata invitata ad allontanarsi, non è la prima volta che ciò accade e, purtroppo, credo non sarà nemmeno l’ultima ma mi dispiace pensare che ciò sia avvenuto nella mia città e, per giunta, proprio nell’Università in cui ho studiato l’importanza dell’allattamento al seno. Solitamente non mi espongo con pareri personali, su fatti di cronaca men che meno, ma questa volta qualche riflessione voglio farla come ostetrica e come donna.

Premetto che non sono quella che può essere definita “un’ostetrica talebana dell’allattamento”: personalmente sono fermamente convinta dell’importanza dell’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi, dell’allattamento a richiesta così come ritengo fondamentale che vengano spiegati a ogni donna i vantaggi dell’allattamento per se e per il bambino. Sono certa che una buona ostetrica debba sostenere attivamente e concretamente le donne che allattano senza raccontare loro bugie perché, obiettivamente, allattare, anche se può davvero dare grandi soddisfazioni, è faticoso. Detto ciò, penso anche che un’ostetrica debba sostenere una donna che non vuole allattare o che vuole smettere di allattare per un qualsiasi motivo e rispettare la sua scelta (che non è detto sia per forza la scelta più facile).

Ora, per chi non ha letto la notizia, riassumo brevemente il fatto: ci troviamo all’interno dell’Universitá di Parma, una mamma si trova a dover allattare il proprio bambino e quindi si appresta a farlo (coprendosi con una sciarpa), dopo pochi minuti viene invitata da una vigliante a smettere di allattare in quanto il luogo non è idoneo e, inoltre, ciò potrebbe ledere la sensibilità degli studenti. (per chi vuole approfondire ecco alcune testate che hanno trattato l’argomento: Il Giornale; Il Fatto Quotidiano; Gazzetta di Parma…. ma ce ne sono tante altre ).
Non voglio dare colpe a nessuno ma dico una mamma che allatta lede la sensibilità di studenti universitari? Con tutto quello che passa inosservato in televisione o sui social davvero è questo a ledere la sensibilità di studenti maggiorenni? E, soprattutto, perché dovrebbe? Per un seno magari un po’scoperto? No perché, diciamocelo, allora non si dovrebbe più guardare una puntata di alcun reality show, nessun video musicale e nemmeno andare su una spiaggia in estate.

Ma oltre al fatto in se, che volendo essere estremamente comprensivi potremmo ricondurlo a un eccesso di zelo, a infastidirmi sono stati alcuni (e nemmeno così pochi) commenti dei lettori delle varie testate giornalistiche. La cattiveria con cui alcune persone hanno condannato questa donna e il fatto di aver allattato il suo bambino di pochi mesi all’interno dell’ateneo. C’è chi parla di progressivo degrado, chi dice che un tempo c’era più pudore, chi la mette in campo politico, chi parla addirittura di provocazione e anche chi sostiene che la signora si sarebbe dovuta rinchiudere in bagno a far certe cose.
Per carità ognuno, fortunatamente, è libero di avere il suo pensiero ma facciamo giusto qualche considerazione:

1) Siamo mammiferi e la natura ha fatto sì che i bambini di pochi mesi per essere nutriti venissero allattati al seno dalla madre: ciò significa che questo è il loro modo naturale per mangiare. Se pensiamo che il loro modo di mangiare sia tanto indecoroso da doversi nascondere perché non pensiamo lo stesso quando, in una sala pubblica come quella di un ristorante, addentiamo un bel pezzo di pizza o ci mettiamo a mangiare un bel gelato in centro città? Perché quando siamo affamati e magari pure stanchi non corriamo di corsa in bagno a mangiare ma magari ci rechiamo in un fast food pieno di gente? In fondo stiamo facendo la stessa cosa: ci stiamo nutrendo in pubblico.

2) L’OMS raccomanda l’allattamento a richiesta ovvero che il bambino non sia allattato a orari prestabiliti ma che gli venga offerto il seno quando lo richiede. Un bambino di 2 mesi può richiedere di essere allattato ogni 3 ore, alcuni lo richiedono ogni 2, in alcuni momenti anche ogni ora perché, alla fine dei conti, essere allattato non è solo un modo per essere nutriti ma anche un modo per stare bene, per essere confortati, per stare con la mamma (sono stati protetti dentro alla sua pancia per 9 mesi ci vuole un po’per abituarsi a star fuori da soli!!!). Ora, se come ci indica l’OMS vogliamo promuovere l’allattamento a richiesta, le opzioni sono 2: o rinchiudiamo le madri in casa almeno fino ai 6 mesi del bambino, e trovo l’opzione un po’impraticabile, oppure facciamo sì che ci siano zone dove le madri possano allattare con tranquillità anche se in spazi pubblici (tipo i Baby pit stop). Certo se questi spazi non ci sono forse un po’di tolleranza e comprensione potrebbe essere una gradita soluzione.

3) Un bambino di due mesi quando ha fame ha fame e richiede di essere nutrito indipendentemente che si trovi in casa, in un museo, in un luogo di culto o proprio in un’Università.

4) È dello scorso agosto un articolo comparso sul sito dell’Unicef secondo cui solo il 40% dei bambini del mondo vengono allattato al seno (meno della metà!), diciamo pure che abbiamo un largo margine di miglioramento ma che, forse, se mortifichiamo le donne che cercano di condurre un allattamento a richiesta la strada non sarà così facile.

5) In Italia, a differenza che in altri Paesi d’Europa, non ci sono leggi ne pro ne contro l’allattamento al seno in pubblico quindi direi che parlare di offesa al pudore è fuori luogo. La legge non vieta di allattare in pubblico anche se ciò significa scoprire almeno in parte il seno. Eccolo spiegato qui.

Sia ben chiaro che con questo non voglio dire che tutte le donne dovrebbero allattare in pubblico ma che ogni donna dovrebbe essere libera di farlo qualora lo ritenesse necessario. Non per tutte le madri allattare fuori casa è così facile, alcune non vogliono proprio farlo, perché è innegabile che allattare in uno spazio pubblico, nella nostra società, è un tabù. Questa mamme a volte sono un po’ combattute tra quelle che sono le esigenze del loro bambino e le loro e di certo i commenti di disapprovazione non le aiutano.

In conclusione vorrei che ogni donna potesse decidere di allattare o non allattare in pubblico, vorrei che una donna che allatta al seno fosse guardata allo stesso modo di una donna che allatta col biberon e viceversa, vorrei che il bisogno di un bambino di essere allattato venisse anteposto alle chiacchiere da corridoio della gente, vorrei che ogni tanto non ci si nascondesse dietro ai tabù e si pensasse un po’di più alla sostanza delle cose e dei gesti.

Ah un ultimissima cosa, invito chi dice che un tempo l’immagine di una donna che allatta non si sarebbe mai vista in pubblico di fare una rapida ricerca su Google immagini digitando “madonna del latte”( e questi sono solo pochi di numerosi esempi).

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